Emilio Ferruzzi (Venice 1995). Oltre agli studi classici mi sono sempre dedicato con passione al disegno, una passione sempre incoraggiata da mio nonno, il pittore veneziano Bobo Ferruzzi e da mio padre, Roberto Ferruzzi, gallerista d’arte.
A un certo punto ho capito che dovevo scegliere e ho preferito dedicarmi alla pittura. La mia speranza è di trasmettere attraverso i colori e la luce delle mie opere le sensazioni che rendono speciale la vita di tutti i giorni.
Armonie cromatiche
Durante il processo di astrazione pittorico, che mi permette di esplorare combinazioni di colori senza ponermi i limiti, che devo affrontare quando rappresento soggetti figurativi, cerco di ottenere l’armonia cromatica utilizzando il massimo numero di colori possibile.
“Another Carnival” è uno degli esempi più riusciti di ciò che intendo per armonia cromatica; mi ricorda il Carnevale, della gioia infantile di lanciare coriandoli ai passanti: un momento di gioia e libertà. E queste erano le mie sensazioni mentre dipingevo.
Amo la spettacolarità della curva dell’isola della Giudecca, una vista che diventa meravigliosa durante i tramonti nel periodo estivo. Nelle mie opere cerco di fondere quella bellezza con le mie visioni, i sogni di un pittore colorista.
