Andrea Morucchio, (Venezia 1967) – Dopo la laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Padova, Andrea Morucchio ha iniziato la sua carriera fotografica nel 1989. Dalla fine degli anni ’90 ha ampliato la propria ricerca linguistica in varie direzioni, dalla scultura all’installazione, dal video alla fotografia, alla performance. I più recenti interventi di Morucchio testimoniano l’attenta riflessione critica dell’artista sull’arte, la cultura e le devianze della nostra società contemporanea. Le sue opere sono conservate al Museo del Vetro di Murano, Musei Civici, Venezia, al Museum of Old and New Art, Hobart, Australia e nella Provenance Collection, Tacoma, Usa.

Le opere più recenti di Morucchio, come l’installazione multimediale The Rape of Venice esposta a Palazzo Mocenigo nel 2015, esplorano valori sensoriali-emotivi, di sentimento e di gusto e testimoniano l’attenta riflessione critica dell’artista sull’arte, sulla cultura e sulla devianza della nostra società contemporanea.

Puzzling Venice Lagoon

Andrea Morucchio realizza una serie di opere digitali intitolate Puzzling composte da migliaia di “tasselli” fotografici riproducenti parti della pavimentazione a mosaico della Basilica di San Marco a Venezia.

Gli stessi tasselli disposti casualmente furono utilizzati da Morucchio per creare la pavimentazione dell’installazione The Rape of Venice, 2015, MUVE Contemporaneo in occasione della 56a Biennale di Venezia al Museo di Palazzo Mocenigo. Motivi geometrici, fitomorfi e zoomorfi vengono riposizionati e ordinati per reinterpretare una selezione di opere pittoriche di Guglielmo Ciardi, un pittore veneziano attivo nella seconda metà del diciannovesimo secolo specializzato in opere pittoriche della laguna di Venezia. Le opere Puzzling della serie Venice Lagoon sono state create esclusivamente per l’ Hotel Aquarius in edizione di quindici pezzi firmati ed autenticati dall’autore e dalla Bugno Art Gallery.

We can recognize, strong and characteristic, Aboriginal mythology and culture influences, with “points and lines” which create dreamy atmospheres, the paint comes out of the canvas, lives in his vivacity and simultaneously creates visual vortices. Geometrical patterns and tribal images blend with theatrical portraits by Fabio Bianco, significant both for formal elegance and for remarkable iconographic research that leads to the most deeply rooted traditions in the human being.

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